Dichiarazione del Panathlon sull'Etica nello Sport Giovanile  

 

Panathlon International 

presentata al 12° Congresso Internazionale organizzato da 

"European Association for Sports Management"

 

"Questa dichiarazione rappresenta il nostro impegno per superare ogni discussione e stabilire chiare regole di comportamento nella ricerca di valori positivi nello sport giovanile

 

Dichiariamo che:

1. Promuoveremo attivamente i valori positivi nello sport giovanile con grande impegno e presentando buoni programmi.

Nell’allenamento e nelle competizioni punteremo a quattro obiettivi in un modo equilibrato: sviluppo delle competenze di tipo motorio (tecnica e tattica), stile competitivo sicuro e sano, positivo concetto di se stessi, buoni rapporti sociali . In questo saremo guidati dalle necessità dei giovani.

Crediamo che sforzarsi per eccellere e vincere, sperimentando il successo o il piacere, il fallimento o la frustrazione, siano tutte componenti dello sport competitivo. Daremo ai giovani l’opportunità di coltivare e di integrare tutto ciò (all’interno della struttura, delle regole e dei limiti del gioco) nelle loro performance e li aiuteremo a gestire le loro emozioni.

Presteremo particolare attenzione alla guida e all’educazione dei giovani, in accordo con quei modelli che valorizzano i principi etici e umani in generale ed il fair play nello sport in particolare.

Ci assicureremo che i giovani siano coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro sport.

2. Continueremo nel nostro impegno per eliminare nello sport giovanile tutte le forme di discriminazione.

Questo è coerente con il fondamentale principio etico di uguaglianza, che richiede giustizia sociale ed uguale distribuzione delle risorse. I giovani ritardati, i disabili e quelli con meno predisposizione dovranno avere la stessa possibilità di praticare lo sport e le stesse attenzioni di quelli più sani e forti, con più capacità, senza discriminazione di sesso, razza e cultura.

3. Riconosciamo e ci rendiamo conto del fatto che lo sport può anche produrre effetti negativi e che misure curative e preventive sono necessarie per proteggere i giovani

Aumenteremo la salute psicologica e fisica dei giovani attraverso i nostri sforzi per prevenire le devianze, il doping, l’abuso e lo sfruttamento, per superarne i possibili effetti negativi.

Accertato che l’importanza dell’ambiente sociale dei giovani e il clima motivazionale sono ancora sottostimati svilupperemo, adotteremo e attueremo un codice di condotta con responsabilità chiaramente definite per tutti coloro che ruotano intorno allo sport dei giovani: organizzazione governativa, dirigenti, genitori, educatori, allenatori, manager, amministratori, dottori, terapisti, dietologi, psicologi, grandi atleti, i giovani stessi.

Raccomandiamo fortemente che siano seriamente considerate queste persone, organizzate in appropriati livelli e che governano questo codice di condotta.

Incoraggiamo la registrazione e l’accreditamento dei sistemi di preparazione per allenatori ed istruttori.  

4. Gradiamo l’aiuto degli sponsor e dei media ma riteniamo che esso debba essere in accordo con i maggiori obiettivi dello sport giovanile.

Accogliamo il finanziamento da parte di organizzazioni e società solo quando questo non contrasta con il processo

pedagogico, i principi etici e gli obiettivi dello sport giovanile.

Crediamo che la funzione dei media non deve essere solo re-attiva, ossia riflettere i problemi della nostra società, ma anche

pro-attiva, cioè stimolante, educativa e innovativa..

5. Formalmente sottoscriviamo “La Carta dei Diritti del Ragazzo nello Sport” adottata dal Panathlon.

Tutti i ragazzi hanno il diritto di:

praticare sport

divertirsi e giocare

vivere in un ambiente salutare

essere trattati con dignità

essere allenati ed educati da persone competenti

ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale

gareggiare con bambini dello stesso livello in una adeguata competizione

praticare lo sport in condizioni di sicurezza.

riposarsi

avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo.

Tutto questo potrà essere raggiunto quando i governi, le federazioni, le agenzie e le società sportive, nonché le industrie, i media, i manager, gli studiosi dello sport, i dirigenti, gli allenatori, i genitori e i giovani stessi approveranno questa dichiarazione.

 

Gand, 24 settembre 2004 "