Corso di Laurea in Scienze Politiche- Università di Trieste A.A. 2004/05
La donna come agente sportivo in un ambiente prettamente maschile
Tesi di Laurea in sociologia di Monika Cernogoraz
Relatore prof. Giovanni Delli Zotti
Correlatori, prof. Gabriele Blasutig e dott. Elisabetta Pontello.


Recentemente una tesi universitaria ha avuto come oggetto di studio la figura femminile in un particolare ambito come quello degli agenti o procuratori sportivi.
La tesi discussa da Monika Cernogoraz nella sessione estiva dell’Anno Accademico 2004-05, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Trieste, dal titolo: La donna come agente sportivo in un ambiente prettamente maschile, è nata dall’osservazione dell’esigua presenza femminile, nel mondo degli agenti di calcio, e da alcune domande attuali che manifestano l’esigenza di un’approfondita analisi del fenomeno sportivo, dal punto di vista sociologico, e dell’identità di genere.
Da un lato è sembrato necessario, quindi, studiare lo sviluppo di questa professione, che solo di recente sta trovando un certo ordinamento anche di carattere giuridico, dall’altro, è stata fondamentale la ricerca di carattere sperimentale, volta a dimostrare l’effettiva scarsa presenza della donne in tale ambito ed a scoprire i motivi .
Gli interrogativi-problemi da cui si è partiti riguardavano l’inizio della professione e la formazione degli agenti sportivi, i requisiti fondamentali per avere successo; per poi cercare di dare alcune possibili risposte ad una serie di comportamenti e rappresentazioni sociali degli agenti maschi nei confronti delle colleghe donne; ed infine rilevare eventuali pregiudizi ed ostacoli al loro inserimento, in relazione al valore dato alla formazione.
Il disegno della ricerca prevedeva la definizione operativa degli indicatori che si intendevano studiare, ovvero attraverso i quali si intendevano rilevare i dati necessari per ottenere informazioni sul fenomeno sportivo, sia dal punto di vista storico (mediante l’analisi delle fonti disponibili) che sociologico. Per poi, in una seconda fase, approfondire il problema dell’identità di genere nello svolgimento della professione di agente sportivo, attraverso interviste dirette agli agenti sportivi iscritti all’albo della FGCI (Federazione Gioco Calcio Italiana).
Nei capitoli iniziali si è proceduto ad un’analisi del fenomeno sportivo, inquadrando i fattori di sviluppo dello sport in epoca moderna, successivamente individuando una dimensione sociale e individuale dell’attività sportiva con riguardo agli autori di riferimento (tra gli altri, Elias N., Dunning E., (1989), Sport e aggressività, Il Mulino, Bologna), ed infine soffermandosi, all’interno delle possibili attività di loisir, nello specifico ambito del calcio, oggetto di studio della tesi.
L’analisi delle fonti disponibili ha riguardato il rapporto tra sport spettacolo e sport business e la sponsorizzazione nello sport spettacolo.
A tale proposito, sono state affrontate sotto il profilo storico, sia le basi teoriche e la produzione scientifica che sottendono allo sport moderno, sia i nodi problematici legati allo sviluppo dei sistemi sportivi. Affrontando tematiche di urgente attualità, quali la partecipazione agli eventi sportivi e le comunicazioni di massa, la mercificazione del tempo libero e l’evoluzione legislativa regolamentante le società di calcio dagli anni ’60 ad oggi, con i diritti televisivi e le esigenze del mercato, sono stati offerti motivi di discussione utili per comprendere mutamenti e trasformazioni sociali legate al rapido sviluppo del fenomeno sportivo.
Nella seconda parte è stato trattato il rapporto tra la professione sportiva di agente dei giocatori e l’identità di genere, in un ‘interpretazione dello Sport come riserva maschile, interrogandosi sui possibili limiti e difficoltà creati dal fatto di essere donna in un mondo come quello del calcio, ambito storicamente maschile.
L’evoluzione della figura dell’agente sportivo da “procuratore” ad “agente dei calciatori” con l’istituzione dell’Associazione e del “Codice di Condotta professionale” dà un quadro dei possibili futuri sbocchi professionali e delle prospettive di sviluppo economiche del settore, non slegate da più complessi fattori sociali e politici di trasformazione sociale.
La metodologia di ricerca privilegiata è stata quella dell’intervista, in particolare l’utilizzo dell’intervista, con domande standardizzate e risposte libere, motivata dalla necessità di comprendere le rappresentazioni mentali dei soggetti intervistati per poter meglio conoscere e interpretare le molteplici realtà del mondo sportivo legato al mercato. Tramite questo tipo di intervista, infatti, il dato sociale non viene solo raccolto e registrato, come può avvenire con i questionari a risposta predefinita a, ma viene costruttivamente elaborato nell’interazione tra l’intervistatore e l’intervistato. Nel caso specifico la scelta metodologica si è rivelata particolarmente adeguata trattandosi di un numero veramente esiguo di figure femminili nel totale dei possibili soggetti intervistati. Come è stato facile osservare, scorrendo l’elenco speciale degli agenti sportivi, le donne sono risultate in netta minoranza ed il lavoro di ricerca ha evidenziato sin da subito alcune difficoltà sia nell’ottenere le interviste, sia nell’avere la disponibilità delle donne, comunque in numero estremamente ridotto..
Dai risultati della tesi citata, pare potersi ulteriormente confermare che la Sociologia dello sport permette di analizzare questo crescente fenomeno di massa, tenendo conto della complessità dei sistemi sportivi, delle motivazioni dei soggetti e dei gruppi sociali, analizzando e spiegando le innumerevoli valenze che lo sport veicola e le profonde interrelazioni con gli altri sottosistemi sociali. Le sempre più frequenti degenerazioni a cui spesso si accompagna, le relazioni economiche tra domanda e offerta, il bisogno sociale di sport, indicano come urgente un campo di studio e di ricerca specifico che tenga conto della complessità degli individui e delle società e quindi del sapere, ma soprattutto che sia in grado di dare risposte ad una società che è per la maggioranza sportiva (in Italia i due terzi della popolazione praticano o seguono lo sport).
La Sociologia dello Sport non solo può e deve descrivere lo sport come fatto sociale totale, “captandone il potenziale euristico” come dice Porro (Porro N., Lineamenti di sociologia dello sport, Roma, Carrocci, 2001), ma anche avere legittimazione propria, costrutti teorici ed applicazioni pratiche, per poter dare una adeguata risposta alla società complessa di oggi. Fenomeno sommerso che sfugge ad interpretazioni univoche, lo sport è ormai questione pubblica che interessa un elevato numero di persone ed esprime tendenze e mutamenti sociali. Eventi sportivi che apparentemente interessano il singolo, come lo jogging quotidiano, o la sola partecipazione a spettacoli in qualità di tifoso, in realtà riflettono questioni più ampie che hanno a che fare con rituali collettivi, stili di vita, logiche di mercato, e problemi più complessi di ordine politico, economico e sociale.
Conoscere i nessi che, attraverso lo sport, si instaurano tra individui e società, permette di ampliare la comprensione di aspetti importanti della struttura sociale. Lo sport come costruzione e rappresentazione sociale sembra richiedere studi approfonditi, anche a carattere interdisciplinare, non ultimo un osservatorio permanente da parte della Sociologia della Sport .