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AL PANATHLON CLUB DI TRIESTE UNA CONVIVIALE CON LA FIDAL FVG

Informazioni sull'evento:

Data: 20.03.2021

Luogo: Zoom

Ospiti: FIDAL

Informazioni:

Si è tenuta martedì 16 marzo la conviviale n.695 del Club di Trieste.

A causa del perdurare delle restrizioni e delle misure anti-contagio in vigore con l’ultimo DPCM del 6 marzo, la riunione si è tenuta in via telematica sulla piattaforma Zoom del club giuliano.

L’ultima conviviale in presenza del sodalizio si era tenuta nello scorso mese di ottobre presso l’abituale sede dell’NH di Trieste, dopo che nei mesi estivi il club aveva goduto dell’ospitalità della Società Triestina della Vela e aveva così potuto svolgere i suoi incontri all’aperto sulla splendida terrazza mare della storica associazione nautica triestina.

Il club triestino ha quindi voluto dedicare la ripresa delle sue riunioni all’atletica leggera, la ”regina degli sport” una delle più antiche discipline che negli anni si è evoluta insieme all’uomo.

Sport olimpico costituito da svariate discipline, che originano però da 4 movimenti fondamentali per l’uomo: camminare, correre, saltare e lanciare. L’Atletica olimpica è costituita da 27 gare suddivise in 5 discipline principali: le corse, la marcia, i salti, i lanci e le prove multiple. Quasi tutte si svolgono all’interno della cosiddetta pista di atletica, tranne la marcia e la maratona che si svolgono su strada.

Così ha voluto introdurre il suo intervento Massimo Di Giorgio primo relatore della conviviale e neo eletto presidente regionale della FIDAL per il quadriennio 2021-2024.

Di Giorgio è stato eletto il 17 gennaio a Udine con 1272 voti nel corso dell’assemblea regionale, al termine di un testa a testa con il vice-presidente vicario uscente Luca Snaidero che ha raccolto 1089 voti. Tra gli otto consiglieri eletti della sua squadra il più votato è stato il campione europeo dei 5000 metri di Praga 1978 Venanzio Ortis con 1270 voti.

Un grande campione anche Massimo Di Giorgio che ha iniziato l’attività di saltatore in alto nelle fila dell’allora Libertas Udine per poi approdare alle Fiamme Oro e raggiungere i massimi livelli migliorando 5 volte il Record Italiano tra il ’79 e l’81 fino a 2.30, laureandosi 7 volte Campione Italiano (3 volte all’aperto e 4 indoor) e vincendo i Giochi del Mediterraneo di Spalato 82 e conquistando il terzo posto ai Campionati Europei di Budapest 83. Non ha avuto la soddisfazione di partecipare alle Olimpiadi di Mosca 80 a causa del boicottaggio degli Atleti Militari.

Il neo presidente ha poi voluto illustrare il suo programma per il quadriennio dichiarando che farà tesoro delle esperienze precedenti ringraziando chi l’ha preceduto ma affermando anche che nell’atletica italiana cambiare SI PUO’ E SI DEVE.

Ha voluto richiamare il suo motto: “Esiste una medicina che ci fa sentire bene, ci rende più belli, fa crescere i bambini sani ed è un’ottima scusa per passare del tempo con chi ci sta simpatico.Tiene alla larga dalle cattive abitudini e spesso dalle cattive compagnie, mantiene il cuore in forma e allontana molte malattie. La medicina dei miracoli è l’atletica leggera madre di ogni sport”.

Ha voluto poi ricordare i punti più importanti del suo programma affermando che l’Atletica e il popolo che la compone, devono diventare soggetti attivi e partecipi in un comitato governato con coerenza, onestà, trasparenza nell’interesse di tutto il territorio, senza paure di ritorsioni, esente da ambizioni e interessi personali. Etica, valori, cultura, professionalità educativa ed agonistica devono trovare finalmente un fertile terreno per una eco-evoluzione del movimento.

E’ quindi intervenuto il secondo relatore della serata Franco De Mori una vita al servizio dell’atletica regionale. Triestino da ben quarantasette anni operativo con vari incarichi in seno alla Fidal Fvg e da dodici stagioni inossidabile segretario regionale.

De Mori ha illustrato come il bilancio attuale dell’atletica regionale sia sostanzialmente positivo. Risaltano soprattutto i grandi risultati tecnici raggiunti dagli atleti del FVG, capaci di indossare la maglia azzurra, partecipare alle massime rassegne internazionali e collezionare fin dalle categorie giovanili innumerevoli titoli tricolori.Nel suo intervento ha voluto ricordare che non dobbiamo mai dimenticare che nella nostra regione contiamo “solamente” un milione  e duecentomila abitanti e in rapporto alla popolazione siamo costantemente nelle prime tre regioni italiane per obiettivi tecnici raggiunti.

Ha voluto poi ragguagliare i presenti sulla situazione del nuovo e bellissimo impianto sportivo del Grezar, ristrutturato in primis per l’atletica leggera.

«Siamo in attesa che la burocrazia italiana faccia il suo corso. Da più di un anno il dialogo tra Fidal nazionale e regionale e Comune di Trieste si è fatto sempre più intenso e produttivo. L’intenzione è quella di aprire al più presto un bando per affidare la gestione degli impianti finalmente a delle società di atletica».

De Mori e il presidente Di Giorgio hanno poi sottolineato come i migliori atleti regionali siano costretti ad emigrare soprattutto nelle società militari per potersi garantire un supporto logistico e di istruttori all’altezza degli impegni “professionistici” che ormai anche l’atletica richiede. E anche per garantirsi poi un sereno futuro restando in molti casi arruolati definitivamente nei corpi militari.

Su questo argomento si è creato un interessantissimo dibattito condotto in primis dal Presidente del Club di Trieste Fulvio Bronzi e da altri consiglieri. Alcuni hanno condiviso la necessità per i migliori talenti di emigrare fuori regione, mentre altri hanno affermato che questo rappresenta un danno per le società e gli istruttori locali che hanno avviato gli atleti nelle varie discipline, auspicando che a livello regionale si possa in futuro garantire ai nostri atleti un sostegno per tenerli in loco e assicurare loro, una volta terminata l’attività sportiva, anche un’occupazione nel mondo del lavoro.

Il Presidente Bronzi ha concluso l’interessantissima serata ringraziando i relatori e auspicando che quanto prima ci si possa finalmente ritrovare in presenza.

 

ANDREA CECCOTTI

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